27 feb 2009

15% degli immigrati rinuncia alle cure

Immigrati preoccupati di essere segnalati come clandestini, in alcuni casi tanto da disertare i Pronto soccorso e gli ambulatori pubblici della Penisola. Le notizie diffuse nelle ultime settimane sull'emendamento al pacchetto sicurezza che consente ai medici di segnalare i clandestini alle forze dell'ordine, li ha allarmati e in parte allontanati dagli ospedali. Nelle dieci strutture sanitarie di Roma e Milano contattate dall'ADNKRONOS SALUTE si è infatti registrato un calo degli accessi di stranieri tra il 10% e il 15%. Ma se a Roma questo si è verificato solo nei giorni appena successivi al via libera del Senato alla norma - grazie alla pronta ed efficace campagna di informazione che ha avuto un effetto tranquillizzante - a Milano la riduzione è rimasta costante, stabilizzandosi intorno al 15%. E in alcune strutture del Nord di recente ha sfiorato il 50%.

Nessuna variazione nel numero degli accessi si è invece registrata in alcuni ospedali e ambulatori di riferimento per gli immigrati. In queste strutture i medici segnalano soprattutto "molta preoccupazione". Non mancano, inoltre, i primi casi di pazienti che sono arrivati al Pronto soccorso già in condizioni gravi, spiegando di aver rimandato la richiesta di cure il più possibile, proprio perché clandestini.

Ecco quindi lo scenario, struttura per struttura, partendo da Milano per arrivare a Roma:

NIGUARDA - Cifre precise ancora non sono disponibili, "ma la sensazione è che al pronto soccorso dell'Ospedale Niguarda si sia registrato un calo del 15-20% negli accessi di immigrati", in seguito alle notizie dell'emendamento al pacchetto sicurezza sulle cure mediche ai clandestini. Parola del direttore del pronto soccorso, Daniele Coen, che ricorda come la struttura vanti 5mila accessi l'anno, con il 5% dei pazienti che si presentano ogni giorno costituito proprio da stranieri. Oltre ai numeri in lieve calo, comincia a diffondersi la preoccupazione, e c'è chi rinuncia alle cure o le rimanda per timore di una segnalazione. "Come nel caso di un paziente giunto nei giorni scorsi già molto grave, e poi ricoverato in rianimazione per una severa infezione con necrosi - racconta Coen - Quando gli abbiamo chiesto perché non si fosse presentato prima, ha riposto che era clandestino e aveva paura".

POLICLINICO E MANGIAGALLI - E' di circa il 15% il calo stimato degli accessi degli stranieri al pronto soccorso e agli ambulatori dell'ospedale Maggiore Policlinico di Milano, in seguito al via libera dell'emendamento al 'pacchetto sicurezza sui clandestini'. Una lieve riduzione iniziata fin dalla diffusione delle prime notizie sul provvedimento, che però non sembra aver toccato l'ospedale Mangiagalli. D'altro canto qui, nel caso si presenti una straniera irregolare in attesa di un figlio, viene fornita alla donna la documentazione per richiedere il permesso temporaneo.

SAN PAOLO - Qui il calo di accessi è notevole, repentino e recente."Fino a tutto gennaio - spiega infatti Cesare Bernasconi, primario del Pronto soccorso dell'azienda ospedaliera San Paolo di Milano - non abbiamo verificato una diminuzione statisticamente degna di nota degli accessi di cittadini stranieri 'irregolari' al nostro pronto soccorso, accessi che stimiamo siano valutabili nel 12-15% circa del totale. Diversa la situazione delle ultime due settimane. In questo periodo, infatti - precisa il medico - abbiamo registrato un calo degli accessi alla nostra struttura da parte di questa fascia di utenti che si aggira intorno al 50%". La struttura è in prima linea nel capoluogo lombardo nell'assistenza agli stranieri, e vanta tra l'altro un ambulatorio per le donne immigrate.

SAN CARLO BORROMEO - Nessun calo di accessi, a gennaio 2009 rispetto allo stesso mese dell'anno prima, nell'ambulatorio dei codici bianchi (che dovrebbero andare dal medico di famiglia) dell'ospedale San carlo Borromeo di Milano. "Si tratta di una struttura particolarmente gettonata dagli immigrati, in cui il 32% degli accessi è composto proprio da stranieri extracomunitari - spiega Giovanni Ruggeri, responsabile della comunicazione della struttura - Gli immigrati che non vogliono farsi riconoscere, e che dunque classifichiamo come Stp (stranieri temporaneamente presenti), rappresentano l'1,80% di questo 32%, cioé 180 persone in un mese. Ebbene, se esaminiamo la proiezione del mese di gennaio 2009 rispetto a gennaio 2008, si registra un calo dello 0,16% degli irregolari". Dunque una riduzione minima. "Invece una certa preoccupazione c'è: molti sempre più spesso chiedono informazioni - spiega Ruggeri - vogliono sapere come si comporta l'ospedale rispetto a questa misura prevista dall'emendamento al pacchetto sicurezza. E noi - conclude - li rassicuriamo".

OSPEDALE GRASSI DI OSTIA (ROMA) - Un'area della Capitale con un'alta concentrazione di immigrati è la zona del litorale romano. Significativo è quindi il dato emerso all'ospedale Grassi di Ostia dove, sostanzialmente, l'emendamento leghista non ha prodotto scossoni sul numero degli accessi di immigrati al Pronto soccorso. A parte i primi due-tre giorni dopo il sì del Senato al provvedimento. "Dopo l'ok di Palazzo Madama - spiega il direttore sanitario Lindo Zarelli - siamo passati da circa 35 accessi al giorno a meno di 20. Considerando sia il Pronto soccorso generale che quello ostetrico. Ma dopo un'accurata campagna di informazione sui media, e l'affissione in ospedale di cartelli e locandine, gli immigrati hanno capito che qui nessuno di loro rischiava di essere segnalato alle forze dell'ordine".

SERVIZIO DI MEDICINA SOLIDALE E DELLE MIGRAZIONI (POLICLINICO TOR VERGATA) - In questa struttura, di assoluto riferimento per gli immigrati, la proposta leghista non ha prodotto nessun effetto. Almeno da un punto di vista strettamente numerico. La media degli accessi all'ambulatorio è infatti rimasta stabile: circa 50 al giorno, di cui il 70% immigrati, soprattutto donne. Qualcosa però è cambiato. "Questa proposta della Lega e il clima di intolleranza che si respira nel nostro Paese - spiega la responsabile del servizio, Lucia Ercoli - hanno generato molta preoccupazione tra gli stranieri, clandestini e non. Molti, durante le visite, ci hanno confessato di voler abbandonare l'Italia".

SAN GALLICANO - Un altro centro di riferimento è la struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni, del turismo e di dermatologia tropicale del San Gallicano, a cui si rivolgono circa 180 persone al giorno, di cui l'85% stranieri. Anche qui l'effetto dell'emendamento leghista è svanito in fretta. "Nei due giorni successivi al via libera del Senato c'è stata - spiega il primario della struttura, Luigi Toma - una riduzione del 10% del numero degli stranieri. Ma subito dopo, grazie anche al nostro lavoro di informazione, tutto è tornato alla normalità. Abbiamo spiegato bene a tutti che noi medici non ci sentiamo di segnalare i clandestini. Non è il nostro compito".

POLICLINICO UMBERTO I - Nessuna sostanziale variazione anche al Policlinico Umberto I di Roma. Qui il numero degli stranieri che chiede soccorso sanitario è stabile sopra ai 200. Per l'esattezza 231 nei primi dieci giorni di febbraio, 269 nei primi dieci giorni di gennaio, e 222 nella prima decade di dicembre 2008. Anche riguardo i ricoveri i dati sono abbastanza allineati: 34 dal primo al dieci febbraio, 40 nei primi dieci giorni di gennaio, 34 nella prima decade dello scorso dicembre.

SAN CAMILLO FORLANINI - Qui a chiedere soccorso e cure sono più di 100 stranieri al giorno. Confrontando però la decade 7-17 febbraio di quest'anno con quella del 2008 si nota un leggero calo degli accessi. Se quest'anno, a varcare l'ingresso del Pronto soccorso del San Camillo sono stati infatti 111 stranieri, immigrati e non, l'anno scorso, nello stesso periodo, erano 132.Immigrati preoccupati di essere segnalati come clandestini, in alcuni casi tanto da disertare i Pronto soccorso e gli ambulatori pubblici della Penisola. Le notizie diffuse nelle ultime settimane sull'emendamento al pacchetto sicurezza che consente ai medici di segnalare i clandestini alle forze dell'ordine, li ha allarmati e in parte allontanati dagli ospedali. Nelle dieci strutture sanitarie di Roma e Milano contattate dall'ADNKRONOS SALUTE si è infatti registrato un calo degli accessi di stranieri tra il 10% e il 15%. Ma se a Roma questo si è verificato solo nei giorni appena successivi al via libera del Senato alla norma - grazie alla pronta ed efficace campagna di informazione che ha avuto un effetto tranquillizzante - a Milano la riduzione è rimasta costante, stabilizzandosi intorno al 15%. E in alcune strutture del Nord di recente ha sfiorato il 50%.

Nessuna variazione nel numero degli accessi si è invece registrata in alcuni ospedali e ambulatori di riferimento per gli immigrati. In queste strutture i medici segnalano soprattutto "molta preoccupazione". Non mancano, inoltre, i primi casi di pazienti che sono arrivati al Pronto soccorso già in condizioni gravi, spiegando di aver rimandato la richiesta di cure il più possibile, proprio perché clandestini.

Ecco quindi lo scenario, struttura per struttura, partendo da Milano per arrivare a Roma:

NIGUARDA - Cifre precise ancora non sono disponibili, "ma la sensazione è che al pronto soccorso dell'Ospedale Niguarda si sia registrato un calo del 15-20% negli accessi di immigrati", in seguito alle notizie dell'emendamento al pacchetto sicurezza sulle cure mediche ai clandestini. Parola del direttore del pronto soccorso, Daniele Coen, che ricorda come la struttura vanti 5mila accessi l'anno, con il 5% dei pazienti che si presentano ogni giorno costituito proprio da stranieri. Oltre ai numeri in lieve calo, comincia a diffondersi la preoccupazione, e c'è chi rinuncia alle cure o le rimanda per timore di una segnalazione. "Come nel caso di un paziente giunto nei giorni scorsi già molto grave, e poi ricoverato in rianimazione per una severa infezione con necrosi - racconta Coen - Quando gli abbiamo chiesto perché non si fosse presentato prima, ha riposto che era clandestino e aveva paura".

POLICLINICO E MANGIAGALLI - E' di circa il 15% il calo stimato degli accessi degli stranieri al pronto soccorso e agli ambulatori dell'ospedale Maggiore Policlinico di Milano, in seguito al via libera dell'emendamento al 'pacchetto sicurezza sui clandestini'. Una lieve riduzione iniziata fin dalla diffusione delle prime notizie sul provvedimento, che però non sembra aver toccato l'ospedale Mangiagalli. D'altro canto qui, nel caso si presenti una straniera irregolare in attesa di un figlio, viene fornita alla donna la documentazione per richiedere il permesso temporaneo.

SAN PAOLO - Qui il calo di accessi è notevole, repentino e recente."Fino a tutto gennaio - spiega infatti Cesare Bernasconi, primario del Pronto soccorso dell'azienda ospedaliera San Paolo di Milano - non abbiamo verificato una diminuzione statisticamente degna di nota degli accessi di cittadini stranieri 'irregolari' al nostro pronto soccorso, accessi che stimiamo siano valutabili nel 12-15% circa del totale. Diversa la situazione delle ultime due settimane. In questo periodo, infatti - precisa il medico - abbiamo registrato un calo degli accessi alla nostra struttura da parte di questa fascia di utenti che si aggira intorno al 50%". La struttura è in prima linea nel capoluogo lombardo nell'assistenza agli stranieri, e vanta tra l'altro un ambulatorio per le donne immigrate.

SAN CARLO BORROMEO - Nessun calo di accessi, a gennaio 2009 rispetto allo stesso mese dell'anno prima, nell'ambulatorio dei codici bianchi (che dovrebbero andare dal medico di famiglia) dell'ospedale San carlo Borromeo di Milano. "Si tratta di una struttura particolarmente gettonata dagli immigrati, in cui il 32% degli accessi è composto proprio da stranieri extracomunitari - spiega Giovanni Ruggeri, responsabile della comunicazione della struttura - Gli immigrati che non vogliono farsi riconoscere, e che dunque classifichiamo come Stp (stranieri temporaneamente presenti), rappresentano l'1,80% di questo 32%, cioé 180 persone in un mese. Ebbene, se esaminiamo la proiezione del mese di gennaio 2009 rispetto a gennaio 2008, si registra un calo dello 0,16% degli irregolari". Dunque una riduzione minima. "Invece una certa preoccupazione c'è: molti sempre più spesso chiedono informazioni - spiega Ruggeri - vogliono sapere come si comporta l'ospedale rispetto a questa misura prevista dall'emendamento al pacchetto sicurezza. E noi - conclude - li rassicuriamo".

OSPEDALE GRASSI DI OSTIA (ROMA) - Un'area della Capitale con un'alta concentrazione di immigrati è la zona del litorale romano. Significativo è quindi il dato emerso all'ospedale Grassi di Ostia dove, sostanzialmente, l'emendamento leghista non ha prodotto scossoni sul numero degli accessi di immigrati al Pronto soccorso. A parte i primi due-tre giorni dopo il sì del Senato al provvedimento. "Dopo l'ok di Palazzo Madama - spiega il direttore sanitario Lindo Zarelli - siamo passati da circa 35 accessi al giorno a meno di 20. Considerando sia il Pronto soccorso generale che quello ostetrico. Ma dopo un'accurata campagna di informazione sui media, e l'affissione in ospedale di cartelli e locandine, gli immigrati hanno capito che qui nessuno di loro rischiava di essere segnalato alle forze dell'ordine".

SERVIZIO DI MEDICINA SOLIDALE E DELLE MIGRAZIONI (POLICLINICO TOR VERGATA) - In questa struttura, di assoluto riferimento per gli immigrati, la proposta leghista non ha prodotto nessun effetto. Almeno da un punto di vista strettamente numerico. La media degli accessi all'ambulatorio è infatti rimasta stabile: circa 50 al giorno, di cui il 70% immigrati, soprattutto donne. Qualcosa però è cambiato. "Questa proposta della Lega e il clima di intolleranza che si respira nel nostro Paese - spiega la responsabile del servizio, Lucia Ercoli - hanno generato molta preoccupazione tra gli stranieri, clandestini e non. Molti, durante le visite, ci hanno confessato di voler abbandonare l'Italia".

SAN GALLICANO - Un altro centro di riferimento è la struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni, del turismo e di dermatologia tropicale del San Gallicano, a cui si rivolgono circa 180 persone al giorno, di cui l'85% stranieri. Anche qui l'effetto dell'emendamento leghista è svanito in fretta. "Nei due giorni successivi al via libera del Senato c'è stata - spiega il primario della struttura, Luigi Toma - una riduzione del 10% del numero degli stranieri. Ma subito dopo, grazie anche al nostro lavoro di informazione, tutto è tornato alla normalità. Abbiamo spiegato bene a tutti che noi medici non ci sentiamo di segnalare i clandestini. Non è il nostro compito".

POLICLINICO UMBERTO I - Nessuna sostanziale variazione anche al Policlinico Umberto I di Roma. Qui il numero degli stranieri che chiede soccorso sanitario è stabile sopra ai 200. Per l'esattezza 231 nei primi dieci giorni di febbraio, 269 nei primi dieci giorni di gennaio, e 222 nella prima decade di dicembre 2008. Anche riguardo i ricoveri i dati sono abbastanza allineati: 34 dal primo al dieci febbraio, 40 nei primi dieci giorni di gennaio, 34 nella prima decade dello scorso dicembre.

SAN CAMILLO FORLANINI - Qui a chiedere soccorso e cure sono più di 100 stranieri al giorno. Confrontando però la decade 7-17 febbraio di quest'anno con quella del 2008 si nota un leggero calo degli accessi. Se quest'anno, a varcare l'ingresso del Pronto soccorso del San Camillo sono stati infatti 111 stranieri, immigrati e non, l'anno scorso, nello stesso periodo, erano 132.

22 feb 2009

COMUNICATO POLITICO

I partiti politici sono morti. I cittadini si devono staccare dai morti finchè sono in tempo. Veltrusconi è nato morto. Un tentativo per garantire gli interessi della classe politica e delle lobby. Non può durare. Veltrusconi sono due gemelli siamesi. Se li separi muoiono entrambi. Oggi Ueltròn, domani lo psiconano. Le giovani generazioni e i cittadini onesti non possono affidare il loro futuro alla faccia di Franceschini o al ghigno di D'Alema. Al nulla di Fassino e di Rutelli. Alla politica da bassa cucina di Arcore di Violante e della Finocchiaro. Guardate quelle facce. Non rappresentano più nulla. Il loro programma si chiama sopravvivenza. Vogliono durare, si sentono indispensabili. Lo sono solo a sè stessi. Iscritti al partito in tenera età non conoscono il prezzo di un litro di latte, non hanno mai saputo cosa vuol dire non avere uno stipendio, essere precari, disoccupati. Lavorare! Hanno volato alto, assistiti dalla grazia, dallo spirito santo Scalfari, dal divino Carlo De Benedetti, dalle cooperative rosse, ma anche bianche. L'ideologia e i Grandi Temi, il primato della Politica, la superiorità intellettuale, il giusto distacco dal Paese reale. Le Bicamerali con il piduista e le frequenze radiotelevisive regalate a Testa d'Asfalto. In cambio di cosa Violante? Cosa vi ha dato in cambio? Lontano dalle energie rinnovabili, dal conflitto di interessi, dalla corruzione interna dei Del Turco e dei Bassolino, dal CIP6 regalato ai petrolieri, dall'informazione libera, dalle piazze Navona e Farnese, dai precari, dalla legge Treu/Biagi, dai morti sul lavoro. Il PD non è più un'alternativa, non lo è mai stata. E' una nave che affonda con le pantegane che fuggono in cerca di una scialuppa di salvataggio. Abbiamo una grande opportunità: liberarci per sempre di questa gente. Faccio un appello a tutti gli italiani che vogliono un cambiamento: create una Lista Civica a Cinque Stelle, iscrivetevi a una Lista Civica a Cinque Stelle, fondate un MeetUp. Prendete in mano il vostro futuro. A giugno si vota nei Comuni d'Italia, può essere la nascita di un nuovo movimento nazionale a Cinque Stelle. Libero dai cialtroni, dai professionisti della politica che nessuno ha eletto. Questo Parlamento è illegittimo, incostituzionale, antidemocratico. Il programma dei Comuni a Cinque Stelle lo state creando voi attraverso il blog e con le vostre mail. L'otto marzo sarà presentato a Firenze insieme alla Carta di Firenze. Il Rinascimento è partito da lì. L'Italia merita un Nuovo Rinascimento. Questo comitato di affari della Bolognina ha preferito far perdere Soru in Sardegna e Costantini in Abruzzo piuttosto che avviare un cambiamento che li avrebbe perduti. Hanno guadagnato qualche settimana. Che differenza c'è tra il PDmenoelle che candida Bassolino alle europee e il PDL che propone Mastella? Tra il condannato in via definitiva Carra del PDmenoelle e Ciarrapico del PDL? Ci hanno chiamati populisti, demagoghi, qualunquisti. Peggio di Mussolini, terroristi, senza un programma. Leggetevi il programma politico di questo blog: "Le Primarie dei Cittadini". Lo consegnai a Romano Prodi nel 2006. Se lo avesse attuato sarebbe ancora a Palazzo Chigi. Diffondete questo appello. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Ps1: L'incontro nazionale delle Liste dei Comuni a Cinque Stelle si terrà a Firenze, al Saschall Teatro, domenica 8 marzo 2009. Iscriviti e partecipa al Forum.
Ps2: Domani , domenica 22 febbraio, verso le 17.30, sarò a Chiaiano per l'incontro pubblico sulla discarica

fonte www.beppegrillo.it

PIAZZA FARNESE, ROMA. MANIFESTAZIONE DEL 21.02.09

"PASSEGGIATE CON EX-CARABINIERI"

Ronde, il Quirinale prende le distanze

Il governo vara il decreto anti-stupri che legalizza i «volontari della sicurezza». Maroni: «Nessun ostacolo e piena intesa con il Colle». Ma poco dopo una nota del Quirinale lo smentisce: «Sui contenuti del decreto la responsabilità è del governo». Berlusconi attacca il parlamento: «Troppo lento, decreti essenziali»

Il nuovo scontro istituzionale si consuma sul decreto anti-stupri, usato dal governo anche per legalizzare le ronde. E, in particolare, sulle parole con cui il ministro degli Interni, nel corso della conferenza stampa tenuta ieri a palazzo Chigi per annunciare il varo del provvedimento, lascia intendere un'intesa con il Quirinale sui contenuti del testo. Da parte di Napolitano, dice infatti Maroni, non c'è stato «alcun veto» sul decreto legge, il cui testo «è stato concordato» con il Colle senza «nessuna difficoltà, obiezione o forzatura di alcun tipo».
Parole che sottintendono un implicito via libera di Napolitano alle nuove misure contro le violenze sessuali, ma anche al nuovo giro di vite contro gli immigrati e alle ronde, e che invece suscitano la reazione del Colle. Passano poche ore, infatti, e una nota del Quirinale smentisce Maroni e prende clamorosamente le distanze dal decreto. Per quanto riguarda il provvedimento approvato, si spiega, resta «l'autonomia ed esclusiva responsabilità del governo». Poi segue una precisa ricostruzione dei compiti del Quirinale che, di fronte a un decreto legge, accetta «in uno spirito di leale collaborazione istituzionale» di svolgere «consultazioni informali» per verificarne i profili di costituzionalità. Ma, tiene comunque a precisare il Colle, «resta naturalmente l'autonomia ed esclusiva responsabilità del governo per le scelte di indirizzo contenute nel provvedimento di urgenza». Il tutto mentre Silvio Berlusconi anche ieri è tornato a prendersela con i tempi lunghi del parlamento e ribadito la necessità per il governo di poter varare tutti i decreti che ritiene necessari.
Dopo il caso di Eluana Englaro, ecco che un altro decreto fa improvvisamente rialzare la tensione tra palazzo Chigi e Quirinale. E dire che la giornata per il governo era cominciata bene, con il consiglio dei ministri che licenziava il decreto anti-stupri con dentro i due punti su cui il Viminale ha premuto di più in questi giorni. Il prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie, che passano da due a sei mesi, e la legalizzazione delle ronde. Anche se, quest'ultime, sottoposte a vincoli maggiori di quanti inizialmente avrebbe voluto la Lega. Cambiamenti frutto anche delle perplessità espresse nei giorni scorsi dal Quirinale quando proprio al ministro degli Interni, salito due volte per illustrare i contenuti del decreto, Napolitano aveva espresso tutti i suoi dubbi sulla incostituzionalità delle ronde e su come queste potessero mettere in discussione il lavoro delle forze dell'ordine. Al punto che dopo il primo incontro di lunedì scorso, le ronde sembravano essere scomparse dal decreto. Salvo poi riapparire, in una forma più soft e sottoposte al controllo dei prefetti. Modifiche rivendicate soprattutto da An.
Da parte sua il presidente della Repubblica ha quindi cercato in tutti i modi di evitare un nuovo conflitto con il governo. Al punto che probabilmente la presa di distanze di ieri - contrariamente a quanto avvenuto il 6 febbraio scorso con il decreto su Eluana - difficilmente arriverà fino al punto di non fargli firmare il provvedimento. Anche se Napolitano non ha mai fatto mistero di preferire la via parlamentare a quella della legislazione d'urgenza.
Proprio quello che invece Berlusconi non sembra volere. Due settimane fa, quando si vide respingere il decreto sul Eluana, il presidente del consiglio minacciò di cambiare la Costituzione, arrivando a definirla (poi negando) «sovietica». Poi l'incontro di martedì con Napolitano per un riavvicinamento ufficiale, ma a quanto pare la ruggine era, ed è rimasta tutta, insieme all'insofferenza per quel potere di firma affidato al capo dello Stato.
Non a caso ieri Berlusconi è tornato all'attacco lamentandosi per i tempi lunghi del parlamento. I decreti legge, ha detto prima ancora di illustrare i contenuti del decreto, sono uno strumento «essenziale» perché «un governo possa intervenire tempestivamente, legiferando con norme che immediatamente siano applicabili e quindi possano consentire dei risultati nelle situazioni che si manifestano e che richiedono provvedimenti tempestivi».
Il premier ha poi spiegato che alcune delle norme confluite nel decreto approvato ieri erano già state presentate al parlamento. «Ma i tempi che il parlamento impiega per approvare queste norme si dichiarano da soli».
Fino a ieri sera tardi, invece, nessuna replica alla nota del Quirinale. Il che non significa che la pace sia fatta.

da www.ilmanifesto.it

21 feb 2009

Simmetrie (di Pino Corrias)

Il Tribunale di Milano condanna David Mills a 4 anni e 6 mesi per essersi fatto corrompere con 600 mila dollari. Il segretario del pd Walter Veltroni si dimette dopo la pesante sconfitta in Sardegna dove la destra ha vinto con 9 punti percentuali di vantaggio e il pd è crollato di 12 punti.David Mills confessò in una lettera al proprio commercialista e poi ai magistrati italiani che i soldi erano il risarcimento per una sua falsa testimonianza che scagionava Silvio Belrusconi in due processi. Walter Veltroni si dimette dicendo: “”Per molti sono un problema”.David Mills nel corso del processo ritratta, “non era Silvio Berlusconi il corruttore”. Ma il tribunale non gli crede. Walter Veltroni godendo di molta credibilità, ha perso le elezioni politiche del 13 aprile 2008, poi ha perso la poltrona di sindaco di Roma ceduta a Rutelli che a sua volta l’ha ceduta a Gianni Alemanno, poi ha perso le amministrative in Abruzzo e infine quelle in Sardegna. David Mills alla lettura della sentenza di primo grado si è dichiarato “molto deluso”. Walter Veltroni dicendo che le sue dimissioni “sono irrevocabili”, si dichiara “molto deluso”. Se David Mills è corrotto, chi è il corruttore? Se Walter Veltroni si dimette, chi sarà a sostituirlo?Il tribunale di Milano non può stabilirlo per via del Lodo Alfano che funziona come un ordine. Nemmeno il pd può stabilirlo, funzionando nel pieno disordine. Mills non si muoverà da Londra.Veltroni forse se ne andrà in Africa. Tutta la destra si è mobilitata contro la sentenza giudiziaria. Tutte le sentenze della politica si sono mobilitate contro la sinistra.