17 dic 2008

«Freccia rossa» ha già le gomme a terra


Il super treno «Freccia rossa», a nemmeno 24 ore dall'inaugurazione, ieri ha già lasciato i passeggeri a terra. Il convoglio Tav partito alle 7,25 da Roma, si è bloccato per ben 2 ore alle porte di Caserta, causa «guasto al pantografo». Il treno - recitano le agenzie - era «pieno di professionisti con appuntamenti improrogabili»: sono sorte diverse liti con il capotreno, e così è stata chiamata la polizia. «Fuori uso» anche alcuni bagni. Con le Ferrovie siamo alle solite. Invece di arrivare a Napoli alle 8,46, «Freccia rossa» ha raggiunto la sua meta alle 10,40. Quando gli appuntamenti «improrogabili» dei manager erano già belli che andati. Alle Fs andrebbe ricordato che anche tanti pendolari, trascurati per investire nei super treni, hanno spesso impegni «improrogabili»

da www.ilmanifesto.it

16 dic 2008

FETICISTI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI.


Più di 200 avvocati iracheni e di altri Paesi sono pronti a difendere, a titolo gratuito, Muntazer al-Zaidi, il giornalista in carcere dopo che ha lanciato le proprie scarpe contro il presidente americano George W. Bush. «La nostra linea difensiva si baserà sul principio che gli Stati Uniti occupano l'Iraq e che quindi ogni forma di resistenza è legittima, compreso il lancio delle scarpe».

14 dic 2008

Servizio Civile Nazionale a RISCHIO CHIUSURA

Con il taglio drastico del 42% delle risorse economiche a disposizione per il servizio civile nazionale, si passa dai 299 milioni stanziati per il 2008 dal precedente esecutivo ai 171 previsti nella finanziaria per il 2009, il peggiore della storia recente del servizio civile nazionale.
Cifre che mettono addirittura a rischio la possibilità per i giovani italiani di partecipare nel 2009 a questa importante opportunità.
Già quest’anno il servizio civile ha avuto una battuta d’arresto rispetto al 2007 scendendo da 50.000 a 32.000 volontari.
A nulla sono valsi gli appelli che ormai da anni gli Enti continuano a lanciare sulla necessità di stanziamenti pubblici complessivi di almeno 400 milioni l’anno per avere un sistema di servizio civile nazionale che ne faccia un‘ opportunità per i giovani, invece che un privilegio, oltre che una risorsa per le comunità locali.
Tutte le ricerche effettuate in questi anni hanno dimostrato la positiva efficacia nei risultati educativi, sociali e economici. Ogni euro di denaro pubblico investito ci sono ritorni per 2 euro.
Ci sono molti aspetti del servizio civile nazionale che vanno riformati, e da tempo il Terzo Settore ha avanzato proposte a riguardo, ma l’abbattimento delle risorse è un errore che ha come unico effetto l’aggravamento dei nodi esistenti e non la loro risoluzione.
Siamo favorevoli ad aprire un tavolo per la revisione delle regole, ma siamo contrari a che questo significhi ripensare il sistema in funzione di risorse così limitate, sancendo l’idea di un servizio civile di nicchia e sul piano culturale sminuendone alcune finalità e la sua storia (l’educazione dei giovani, la difesa della Patria e il legame con la nonviolenza). Criteri questi in antitesi con un servizio civile popolare e di reale impatto educativo e culturale sulla società civile.
Per questo chiediamo che siano introdotti emendamenti alla legge finanziaria dando al Servizio Civile Nazionale nel 2009 le stesse risorse del 2008 e che siano superati gli impieghi inutili di risorse statali oggi esistenti (INPS e IRAP).
Per questo chiediamo che entro il mese di Gennaio 2009 siano definiti, con un percorso di piena consultazione dei giovani e degli enti, i contenuti della riforma legislativa per avere dal 2010 un nuovo quadro di certezze.

firma qui:

http://firmiamo.it/salviamoscn


PASSAPAROLA

11 dic 2008

Ah...l'italia

Il prossimo mese i cieli della penisola saranno attraversati da una nuova "entità" e se ne sa ancora veramente poco. Fossero Ufo sarebbe più facile...invece no, è la C.A.I. ossia il risultato di un bordello di Stato (o meglio di governo dato che definire l'Italia uno Stato mi sembra un lusinghiero vezzeggiativo). La C.A.I. è la figlia storpia di una fusione tra l'Alitalia ed Air One studiata ad hoc per offrire agli studiosi di economia un caso di mala gestio su cui interrogarsi per i prossimi 3 anni...e non sono numeri a caso. Andiamo per gradi: l'Alitalia è stata sul punto di dichiarare fallimento per anni. Anche Prodi, negli ultimi mesi di mandato, mentre si stava organizzando a tavolino la crisi di governo, ha cercato strategie per risollevare le sorti della compagnia di bandiera e l'unica ipotesi possibile all'epoca era la vendita ai francesi, ossia Air France. I sindacati si alzarono dal tavolo delle trattative perchè la cessione ai francesi avrebbe significato accettare un piano industriale troppo sacrificante dal punto di vista dei lavoratori: troppi esuberi. E poi c'era Berlusconi che contemporaneamente, in campagna elettorale, prometteva soluzioni geniali per lasciare in mano agli italiani la loro storica compagnia. In troppi ci hanno creduto...ecco i risultati. La fusione con Air One significa ridurre di 1/3 la flotta aerea, cioè Alitalia ed Air One insieme faranno volare meno aerei di quanti ne facesse volare prima Alitalia da sola. Molti aerei di Alitalia saranno dismessi e si prenderanno in leasing (cioè una sorta di affitto), PAGANDOLI, aerei di Air One. Con la dismessione degli aerei Alitalia, giudicati obsoleti, non volerà più neanche il personale impiegato, da gennaio cassaintegrato (e dovrebberro essere circa 30 mila). Più dell'80% dei voli di C.A.I. sarà nazionale: gli italiani per andare all'estero saranno costretti a rivolgersi comunque a comagnie straniere e i guadagni previsti per C.A.I sono molto in dubbio...gli esperti del settore dicono che il guadagno nei trasporti aerei si fa sulle tratte internazionali dato che il costo del carburante ha un'incidenza maggiore nella fase del decollo e dell'atterraggio. Ma adesso viene il meglio: tutto ciò avverrà in una situazione di monopolio legale: con un decreto del Governo è stato impedito all'Antitrust (l'autorità che dovrebbe occuparsi di garantire nel mercato nazionale la libera concorrenza) di ficcare il naso nella quastione C.A.I per 3 anni. Forse non è chiaro: per 36 mesi il governo ha legittimato il monopolio C.A.I nel settore dei trasporti aerei giustificandolo con la necessità di dover dare del tempo alla nuova compagnia per riorganizzarsi. Quindi 1/3 di voli in meno e un aumento del prezzo dei biglietti stimato intorno al 30%. Il governo cerca di legittimarsi tramite i portavoce di cartapesta che manda in giro per le trasmissioni televisive: così pagheranno solo i viaggiatori e non i contribuenti che per anni hanno visto destinare i loro soldi alle cassa Alitalia per riaddrizzare bilanci in perdita ormai dal 1992. Ma forse si salta un passaggio fondamentale: chi aveva il potere di nominare i dirigenti Alitalia? Chi ha avvallato la mala gestio non revocando le nomine? Chi ha "punito" i vecchi manager Alitalia, gli stessi che l'hanno condotta al tracollo finanziario, con una buona uscita di 13 milioni di euro? E soprattutto, chi ha il coraggio di chiamare "patrioti" i vertici di quella che sarà la C.A.I, i 18 ultramiliardari investitori italiani che hanno deciso di assecondare questo assurdo progetto monopolistico e partecipano alla cena di inaugurazione della "nuova entità" arrivando in auto blu e infischiandosene delle proteste dei piloti e lavoratori cassaintegrati?

la menzogna della sicurezza montata dall'oligarchia degli affari

La questione dello sceriffo Cioni
di Alessandro Robecchi
Ieri mi sono vestito da lavavetri, ho scelto un bel semaforo, e mi sono seduto lì a leggere le cronache politiche che ci giungono dalla città di Firenze. Sapere che nel bel mezzo della santa crociata contro i lavavetri, (estate 2007), l'amministrazione flirtava con i ras del mercato immobiliare per nuove entusiasmanti speculazioni, è istruttivo. Non so se vi è chiara la potenza di questa metafora: l'opuscoletto che spiegava ai fiorentini la svolta securitaria della città è stato realizzato con il contributo del gruppo Ligresti, e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro sui ricchi che bastonano i poveri. Ma lo dirò nel modo più diretto possibile: non mi interessa - qui - la questione morale. Non mi interessano le intercettazioni (invero un po' imbarazzanti) dell'assessore-sceriffo Cioni, non mi farò incantare dalla divertente pantomima dell'inchiesta-è-in-corso. Qui la questione morale non c'entra, c'è una questione politica, piuttosto. C'è anzi una visione politica che è quella attualmente in esecuzione nel paese intero. Tolleranza zero con le fasce marginali della popolazione (e relativa propaganda a buon mercato), e intanto cemento, favori, appalti, aree d'oro. Era solo un anno e mezzo fa quando il paese pareva terrorizzato dalla violenza, quando l'emergenza sicurezza troneggiava senza rivali su tutti i media. L'assessore Cioni e molti altri ci cascarono con tutte le scarpe, guidando il gruppone dei benedetti repressori, ricevendo complimenti dalla destra incattivita e blande benedizioni dai vertici. «La sicurezza non è di destra né di sinistra», dicevano per stare al passo. Bene. Ora l'emergenza sicurezza non c'è più, era una cazzata, una trovata televisivo-elettorale della destra con buone comparse, come l'assessore-sceriffo Cioni, finanziata in certi casi da imprenditori a caccia di affari. La questione morale non lo so, ma la questione politica mi pare grossa, anche a leggerla nei panni di un lavavetri.

da www.ilmanifesto.it