(il trattino non è una casualità) La nostra attenzione rimane sveglia per 3 minuti. Questo è il prodotto di una società che ci spoglia di responsabilità e di capacità critica. Privati di onestà intellettuale, accettiamo notizie come prodotti impacchettati e indiscutibili. IN - FORMAZIONE nasce per grattare via i calli dal cervello, proporre la conoscenza come processo in divenire creato dalla partecipazione.
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una casa perduta, di alessandro sanna
7 mar 2010
le carriole
L'Aquila, la protesta delle carriole "Rimuoviamo le macerie dal centro storico"
internazionale | terremoto | altri media
mercoledì 24 febbraio, 2010 13:41
scritto da epg L'appello dei comitati per la prossima domenica: "Utilizzeremo anche i picconi"
L'ombra della mafia su una ditta incaricata di sgomberare i detriti
L'AQUILA - La rivolta delle carriole. Gli aquilani le useranno, domenica prossima, contro le macerie. In centinaia, forse migliaia - secondo gli auspici dei comitati cittadini che hanno indetto la manifestazione - si ritroveranno, di nuovo e per protestare, nel centro storico soffocato dai detriti. Stavolta però, proveranno a risolvere il problema da soli, almeno simbolicamente. Con le loro mani e con le carriole, appunto. "Utilizzeremo anche i picconi, se necessario - commenta Mattia Lolli, uno degli esponenti del comitato 3e32 che si occupa dell'organizzazione della protesta - Del resto, è l'unica soluzione. È trascorso un anno e le macerie sono ancora lì, mentre Comune e Protezione Civile si rimpallano le responsabilità. Non è giusto. Dobbiamo dare un segnale forte. Si è parlato di efficientismo all'Aquila nel post-terremoto, mentre il problema più evidente e semplice da risolvere, come lo smaltimento degli effetti del terremoto, è rimasto lì, sotto gli occhi di tutti noi. Con il complice silenzio dell'informazione televisiva che ha raccontato la favola della ricostruzione felice". E così, tra le vie della "città provvisoria", tra i palazzi dell'emergenza finanziati dal governo, la manifestazione di domenica già la chiamano "la rivolta delle carriole". L'appuntamento è alle ore 10 in piazza Duomo. Sarà la terza protesta organizzata negli ultimi quindici giorni all'Aquila. Intanto, ieri mattina è scattata la protesta di 130 commercianti aquilani che nonostante il terremoto e la paralisi delle attività sono costretti a pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico.
E se per gli aquilani le macerie sono un problema da risolvere, per la criminalità organizzata - secondo un rapporto presentato alla commissione parlamentare Antimafia dal prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli - rappresentano un affare. Nelle carte spunta anche l'assegnazione diretta da parte del Comune dell'Aquila ad una ditta aquilana (senza gara d'appalto ed utilizzando la normativa dell'urgenza) dei lavori per lo smaltimento delle macerie. Un affare da 50 milioni di euro.
"La società in questione (T&P S. r. l) - è scritto rapporto - un mese dopo l'aggiudicazione si è modificata sensibilmente, con l'ingresso di un nuovo socio con legami con altre società, in una delle quali (l'Abruzzo Inerti S. r. l. di L'Aquila) vanta partecipazioni la Sicabeton s. p. a. di Roma, operante nel settore del cemento che controlla a sua volta numerose imprese sia in Italia che all'estero; la Sicabeton s. p. a figura nel citato elenco di ditte "a rischio" fornito dalla Direzione Nazionale Antimafia. Difatti, alcune società e personaggi del gruppo in questione hanno formato oggetto delle indagini condotte dal Ros dell'Arma dei Carabinieri di Palermo i cui esiti furono compendiati nel rapporto che nel 1991 fu consegnato al giudice Giovanni Falcone". Non solo. Scrive ancora Gabrielli: "La Sicabeton ed un'altra controllata sono affidatarie di commesse da parte del Dipartimento della Protezione Civile e nei loro confronti è in corso presso la Prefettura di Roma l'istruttoria per il rilascio delle informazioni antimafia". Successivamente, la Procura dell'Aquila ha aperto un'inchiesta e il Comune ha bloccato la gara d'appalto.
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15 feb 2010
PROSTITUZIONE CIVILE

8 feb 2010
BASTA CON LA STRUMENTALIZZAZIONE RAZZISTA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE!

BASTA CON LA STRUMENTALIZZAZIONE RAZZISTA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE!
BASTA CON LA GUERRA TRA POVERI!
La fiaccolata di venerdì 22 gennaio organizzata dalla Lega Nord e appoggiata dal PdL si è svolta al grido della consueta e demagogica parola d’ordine di “sicurezza”. Sicurezza, naturalmente, dalle orde di migranti che, secondo gli organizzatori, riverserebbero ondate di criminalità nel centro storico cittadino, in particolar modo a danno delle donne (la cui assenza spiccava tuttavia alla già poco partecipata fiaccolata…).
Ancora una volta la destra modenese fa leva, per le sue campagne razziste, su pregiudizi duri a morire e su dati fasulli e seminatori di odio:
Lega e PdL dichiarano che gli stranieri residenti nel centro storico distruggono vie “un tempo signorili”: lo sanno costoro che è proprio in famiglia, tra le pareti delle case di queste vie signorili che si consuma ben il 94% delle violenze contro le donne, in primo luogo da parte di italianissimi mariti e fidanzati? E sanno che tra i mariti che picchiano, violentano e uccidono le donne la prima categoria professionale rappresentata è quella degli imprenditori, dei dirigenti e dei liberi professionisti, seguita dai rappresentanti delle cosiddette forze dell’ordine e delle forze armate? Alla faccia di chi invoca più polizia per combattere la violenza sulle donne! Sanno infine che i dati ufficiali della questura (pubblicati anche dai giornali locali!) rilevano un calo generale della micro-criminalità a Modena, mentre sono in aumento esponenziale i reati dei colletti bianchi legati all’infiltrazione mafiosa e camorristica nel nostro territorio?
Dove sono le fiaccole della Lega e del PdL contro questo genere di reati? A chi fa comodo spostare altrove l’attenzione, diffondendo la paura, criminalizzando le fasce deboli come i migranti, e facendone un capro espiatorio contro cui riversare l’odio della gente, frustrata e impoverita dalla crisi economica?
Le donne di Rifondazione Comunista sono stanche che la violenza contro le donne sia strumentalizzata per fomentare campagne razziste contro gli immigrati. Anche noi chiediamo sicurezza, ma la sicurezza di una casa, di un posto di lavoro e sul posto di lavoro (tre lavoratori ogni giorno in Italia sono vittime di incidenti gravi o mortali). Anche noi combattiamo la violenza contro le donne: essa tuttavia non è fatta solo di stupri, ma di sfruttamento, di salari inferiori a quelli maschili, di mansioni dequalificanti, di assenza di servizi che fa ricadere sulle donne tutto il peso delle cure parentali, della criminalizzazione del Vaticano nei confronti delle donne che abortiscono, e, non ultima, della mercificazione del corpo femminile intrinseca alla società capitalistica, che fa delle donne un oggetto su cui riversare la violenza della società.
La crisi economica in atto non farà altro che acuire l’insicurezza e la precarietà; anche a Modena i licenziamenti e gli sfratti per morosità continuano ad aumentare. Apriamo gli occhi: è questa la sicurezza che ci aspetta? Le esibizioni della Lega sono solo un diversivo, i nostri nemici non sono gli immigrati, ma un sistema economico che sfrutta in nome degli interesse di pochi le masse, dividendole con la guerra tra poveri!
COLLETTIVO DONNE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
MODENA
