05 gen 2009

L´irresistibile carriera dei super-poliziotti


LE PROMOZIONI dei super-poliziotti della Diaz sono state tante e così clamorose che alla fine quasi ci si dimenticava di un altro funzionario "genovese", Nando Dominici. Durante il G8 era capo della squadra mobile del capoluogo ligure. Finì tra i 29 imputati, era uno dei 14 firmatari del verbale d´arresto dei 93 no-global. Un verbale farcito di bugie, balle sbugiardate tra inchiesta e dibattimento: le molotov fasulle, la fantomatica sassaiola al momento dell´irruzione della polizia, la coltellata vibrata all´agente Massimiliano Nucera da una improbabile Tuta Nera, i picconi rubati ad un vicino cantiere e fatti passare per armi dei "rivoltosi", così come i coltellini multiuso e un paio di assorbenti intimi (c´erano anche quelli, nella lista dell´imbarazzante "arsenale" sequestrato). Per non parlare della resistenza all´interno della scuola, mai avvenuta: i 93 vennero erano a braccia alzate, quando furono travolti dalle manganellate e dai calci. Dominici sottoscrisse il verbale. Ne ha assistito in aula alla demolizione. Come gli altri imputati si è difeso, in sostanza, sostenendo di non aver materialmente perquisito e sequestrato: gli era stato raccontato tutto da colleghi che non è mai in grado di indicare, ha in buona fede creduto e firmato. Il tribunale lo ha assolto, il 13 novembre scorso. Ma un paio di mesi prima il Ministero dell´Interno lo aveva comunque promosso. A prescindere, come direbbe Totò. Passato da Genova alla questura di Brescia, dove è stato a lungo vicario, dall´autunno passato Nando Dominici è infatti direttore del compartimento di Polizia Ferroviaria per Verona e il Trentino Alto Adige. Nella velina trasmessa allora ai giornalisti veneti si poteva leggere che «in questo modo il Dipartimento ha riconosciuto e premiato l´impegno e la professionalità del dottor Dominici, in quanto per ricoprire tale ruolo è necessaria la qualifica di Dirigente Superiore della Polizia di Stato».
Nell´elenco dei promossi appena completato da Michelangelo Fournier, c´è dunque spazio anche per l´ex capo della mobile genovese. Ma prima di loro due erano stati premiati gli altri. Roberto Sgalla, nel 2001 responsabile delle relazioni pubbliche per la polizia ? che non ha mai smentito la versione data subito dopo il blitz, quando raccontò che il sangue dei no-global era dovuto a «ferite pregresse» -, è salito al vertice della Polizia Stradale. Francesco Gratteri è a capo della Direzione anticrimine centrale. Giovanni Luperi è responsabile del Dipartimento analisi dell´Aisi, l´Agenzia di informazioni e sicurezza interna (ex Sisde). Gilberto Calderozzi è diventato dirigente dello Sco ed è poi stato promosso dirigente superiore «per meriti straordinari» legati alla cattura di Provenzano. Vincenzo Canterini ? condannato a quattro anni di reclusione nel novembre scorso - è questore e rappresenta l´Italia come ufficiale di collegamento dell´Interpol a Bucarest. Spartaco Mortola, già dirigente della Digos genovese, è vice-questore vicario a Torino. Francesco Colucci, che sette anni fa era questore, è prefetto. Per non parlare di Gianni De Gennaro ? ancora imputato con Mortola e Colucci per una storia di istigazione alla falsa testimonianza sempre legata alla Diaz -, passato da capo della polizia a capo di gabinetto del ministero dell´Interno, quindi commissario straordinario per l´emergenza rifiuti in Campania e direttore del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza. Ci sarebbe pure il prefetto Antonio Manganelli, attuale capo della polizia, che durante il G8 - tra i più alti funzionari dello Sco - non mise mai il piede a Genova ma rimase in costante contatto telefonico con Gratteri. A fine gennaio sono previste nuove promozioni e trasferimenti. Le scommesse sono aperte.

da Repubblica, di Massimo Calandri
vedi www.fuoriluogo.it

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