06 set 2009

LIBERI TUTTI

Caro Papa, parla delle violenze ai gay

di Delia Vaccarello

"Caro Papa avrai certamente saputo di Dino, quel giovane omosessuale che è ricoverato all'ospedale sant'Eugenio per le ferite riportate a causa di un'aggressione che si è svolta a Roma". Inizia così la lettera aperta a Benedetto VXI di Gianni Geraci del Guado, gruppo di cristiani omosessuali di Milano.

Due gay si scambiavano effusioni: uno è stato accoltellato all'addome, l'altro ferito al cuoio capelluto per via di una bottiglia spaccata sulla testa. E' successo dieci giorni fa a Roma dinanzi al Gay village. Il caso non isolato, in una estate che si annunciava violenta, potrebbe interrogare la coscienza di molti. Il gruppo Pd alla Camera ha chiesto a Fini di discutere alla riapertura la proposta di legge contro l'omofobia, prima firmataria Paola Concia. La proposta ha incassato l'appoggio del sindaco Alemanno e di Adolfo Urso viceministro del commercio estero (il no di Buttiglione).

La lettera continua: "Caro Papa, la persona che ha picchiato non approvava il fatto che Dino scambiasse pubblicamente tenerezze con un altro giovane. Li ha apostrofati, alla fine li ha aggrediti... Di certo non approvi questa aggressione, anche se, probabilmente, in merito all'opportunità di certe manifestazioni pubbliche di tenerezza tra due persone dello stesso sesso, potresti pensarla più o meno come il disgraziato che l'ha compiuta.".

La legge ci vuole, ma non basta. Lo ricorda Vittoria Franco, Pd, occorre "approvare anche una normativa per il riconoscimento delle unioni civili. Solo la cultura dei diritti può contrastare questo clima di intolleranza". Diritti? Un attentato incendiario lo scorso martedì alla discoteca Qube, luogo di serate gay e friendly, è il seguito. Nel frattempo, a Rimini, Daniele Priori vicepresidente di Gaylib e il suo compagno Ciri Ceccarini, vengono presi a pugni e calci e insultati con epiteti omofobici . E' la degenerazione di un diverbio per il parcheggio. Non basta, a Napoli una coppia di uomini viene aggredita da un gruppo di ragazzini.

A Roma si parla di fiaccolata contro tutte le intolleranze. Il presidente della Provincia, Zingaretti, auspica che tutti rispondano all'appello. Alemanno e Cicchitto condividono. L'indignazione del mondo glbt è alle stelle: "Ci mobiliteremo" annunciano molte sigle. "Ormai è una violenza al giorno", dichiara Mancuso, Arcigay. Si profila una grande manifestazione per ottobre.

Geraci prosegue la sua missiva: "Caro Papa, tante persone hanno criticato le veglie di preghiera per le vittime dell'omofobia dei gruppi di omosessuali credenti. Dicevano che non aveva senso parlare di una violenza omofobica che c'era solo nelle nostre teste. A costoro, a quelli che, come l'aggressore del giovane Dino, non si vergognano degli istinti violenti che suscita in loro l'immagine di due uomini o di due donne che si scambiano un bacio, credo si debbano ricordare le parole della Congregazione per la Dottrina della Fede: Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente...".

Sono necessarie una legge contro l'omofobia e una primavera dei diritti. Ma urge che il valore della non-violenza venga ribadito senza tacere il nome di alcune tra le tante vittime.

Geraci conclude: "Caro Papa, ti chiedo di intervenire per esprimere la tua solidarietà al povero Dino, per condannare l'episodio di violenza che si è svolto nella tua diocesi e per condannare tutti gli episodi analoghi che si svolgono in ogni parte del mondo".

Fonte www.unita.it

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