8 dic 2008

IL PRIMO DELLA CLASSE


Il primo della classe non si sporca mai le mani, lui usa la lingua.
Il primo della classe diventa direttore di testata. Diventa Giordano, Riotta, Vespa, Belpietro. Il primo della classe ha sempre uno stipendio da primo della classe.
Il primo della classe diffama senza diffamare, informa senza informare, ruba senza rubare.
Il primo della classe vuole la riforma della giustizia, ma non vuole farsi processare. Si chiama D’Alema o Berlusconi. E’ un primo della classe trasversale.
Il primo della classe diventa Presidente della Repubblica, fa il capo del CSM, lascia al loro destino De Magistris e la Forleo.
Il primo della classe se ne frega della legge Parlamento Pulito ferma in Senato, ma è molto attento alla dichiarazione dei redditi di Grillo.
Il primo della classe scrive sui giornali grazie ai contributi pubblici.
Il primo della classe si volta sempre dall’altra parte, dalla sua parte.
Il primo della classe crede a Mediaset, alla RAI e a Eugenio Scalfari e si sente tanto una brava persona.
Il primo della classe è il primo a sapere, ma anche il primo a finire a Hammamet.
Il primo della classe ignora i 98 miliardi di euro che le concessionarie devono allo Stato, ma parla bene della social card e del governo.
Il primo della classe fa analizzare la Biowashball dal CNR (è come se per attaccare Michael Moore la CNN si rivolgesse al MIT), ma non la diossina di Taranto.
Il primo della classe è il primo a fottere lo Stato, ma con eleganza, senza parolacce e con il vestito giusto.
Il primo della classe diventa imprenditore CAI, licenzia 12.000 persone, lascia alcuni miliardi di debiti allo Stato, ma è un patriota.
Il primo della classe è spesso un concessionario di roba nostra, strade, acqua, energia. Una concessione tra pari, fatta da altri primi della classe. Non si diventa il primo tra i primi della classe senza le concessioni radiotelevisive.
Il primo della classe è preoccupato per il debito pubblico che lui stesso ha creato come ministro dell’Economia, se dice di comprare i BOT e i CCT è perché è una persona responsabile.
Il primo della classe paga le tasse, ma sempre lo stretto necessario.
Il primo della classe ha bisogno di un popolo di servi o di ignoranti per vivere alla grande.
Il vero primo della classe mente a sé stesso così bene da crederci e si offende se qualcuno lo mette in dubbio.
Il primo della classe vede la pagliuzza negli occhi degli altri, ma ignora la trave sulla quale è seduto.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

dal blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2008/12/i_primi_della_c/index.html?s=n2008-12-07

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